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sabato, 22 dicembre 2007

Resurrezione natalizia

Tanto per dimostrare a me stesso che, in fondo, sto blog esiste ancora e non è mai morto, anche se sarebbe meglio dire che non è mai vissuto ma si è tirato avanti in una specie di limbo (in utile appendice apposta all'aldilà cristiano e fortunatamente di recente rimossa).

Propositi per il futuro: aggiornare regolarmente il blog, con scadenze casuali (almeno semestrali, o male che va annuali), acquisire una buona mira nel lancio di raudi con fionda. Detto questo mi auguro una buona notte, con la convinzione che domani comincerò a fare una delle innumerevoli cose in lista d'attesa.

postato da: eatyourheartout alle ore 00:46 | link | commenti
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domenica, 13 maggio 2007

Al telefono

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D - Oh, insomma, venerdì arrivo eh! Ci siamo! Domani mi scorcio i capelli...
E - Mi raccomando pure la barba eh, non mi venire barbone
D - Ennò eh, che poi me crescheno le cozze...
E - ahahahaha
D - essì eh... che poi io faccio tutt'uno, quando taglio i capelli taglio pure la barba
E - ahahah.... quasi quasi faccio una vignetta... sisi... la faccio di sicuro.
D - E falla...

Detto fatto!

P.s. Non avevo scritto che questa è una vignetta di Elena, vabbé, si vede però.

postato da: eatyourheartout alle ore 12:42 | link | commenti (2)
categorie: su di me
venerdì, 27 aprile 2007

Questo non è un post...

Nonò... questo non è un post. E' solo per poter dire che ho in qualche modo aggiornato. Stasera si parte, confidando nella clemenza degli aeroporti di fiumicino (chissà perché al plurale), della corte (che ci sta sempre bene) e soprattutto del tempo. Che lo so che anche se fa caldo l'acqua è ancora fredda, ma non me ne frega niente. Almeno mi devo bagnare, prima di rendermi conto di quanto la temperatura sia insopportabile. Come quando da piccolo volevo toccare il forno, inutile che mia madre mi dicesse 'non toccare che scotta', io ho risposto 'vojo sentire che 'cotta'. E scottava!

Almeno, questa volta, credo che non mi metterò a piangere.

 

postato da: eatyourheartout alle ore 11:38 | link | commenti (6)
categorie: informazioni di servizio, su di me
mercoledì, 07 febbraio 2007

La lista nera

Per curiosità, provate a fare velocemente una lista dei regali peggiori che abbiate mai ricevuto, non solamente questo natale, ma in generale. Probabilmente, purtroppo per voi, vi verranno in mente delle cose spaventose. Queste sono solo le prime che mi sono venute in mente:

- Penne varie, di varie fogge e colori, alcune inguardabili (mi chiedo a chi mai sia venuto in mente di regalarmi una penna di colore rosso), altre non male, tra cui le famigerate penne Aurora, ne ho avute anche due uguali lo stesso anno, e si sono rotte tutte e due nello stesso modo. Per ora sono tutte ammassate in un cassetto.

- Menzione speciale a chi mi ha regalato per la comunione un set in argento di penna e tagliacarte, non mi pare ci fosse altro. Tenete conto che le buste delle lettere le apro con l'indice.

- Ma soprattutto... una felpa di pile con renne disegnate, e come se questo non bastasse di 8 taglie più grande, abbinata ad un gilet di pelle (più o meno) simil scamosciata, che non ho neanche avuto il coraggio di provare.

- Per non parlare dei rasoi, quando tutti capiscono che ormai stai crescendo (ne è passato di tempo eh) ti riempiono di rasoi, come se ad uno non venisse in mente di comprarselo (in realtà c'aveva già pensato mio padre).

Poi ci sono i regali fatti alla famiglia.

- Soprammobili di ogni foggia, tra cui un uccelletto tipo swarowski, che spero solo cada e si rompa.

- A parte deve essere nominata una simpatica signora (non sono ironico, è simpatica) che ogni natale, non so per quanti anni successivi ci ha regalato delle presine (missoni & c, c'avrà pure speso i soldi), tanto che adesso abbiamo più presine e guanti che dita nelle mani. Ma ci è pure andata bene, perché gli altri regali che fa bisogna sempre cercare di capire a cosa servano. Questo perché non servono a... nulla, diciamo così.

- E non dimentichiamo le bomboniere! Si, quelle con la tazzina, la bambolina, la scatola di ceramica con i fiori sopra. Che credo ora siano ammassate in una scatola in attesa che la scatola sparisca da sola (o con un minimo d'intervento esterno).

Detto questo ringrazio due categorie di persone: quelli che, non si sa come, c'hanno preso, e quelli che, non sapendo cosa darmi, hanno pensato bene di passarmi la classica busta bianca con il mio nome sopra... grazie.

postato da: eatyourheartout alle ore 16:17 | link | commenti (10)
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domenica, 21 gennaio 2007

Dio li fa... ...e poi vanno all'IKEA

Questo è un post scritto a 4 mani (le mie e di Elena). É basato su discorsi reali e su un avvenimento possibile e futuro. E visto che chiacchierando di sciocchezze ce ne escono non poche, abbiamo deciso di approfittare e pubblicare un post. Chissà che questo non sia il primo di una serie...

E: Ordunque siamo giunti alla meta
D :Allora... ti dico subito quello che non voglio. NON voglio i divani di pelle che d'estate ti si appiccicano al culo. Non voglio quelli con le gonne e lo voglio che si sfodera, che io mi ci devo spaparanzare e se mi si sporca lo lavo e basta. C'ho ragione no?
E: L'erba voglio non cresce nenache nel giardino del re! rammentatelo.
D: E mica voglio l'erba, quella se trova... voglio un divano... e guarda che sfoderabile è meglio.
E:Comunque io pensavo ad una deliziosa fantasia floreale...
D: Apparte la stoffa... quella è secondaria. Ppensa, l'altro giorno mi' padre s'è sdraiato su 4 cioccolatini, e in pratica l'ha spiacciacati sul divano, me ne sono accorto perché c'aveva le chiazze dietro la schiena. Ecco, leva a secco dal divano 4 cioccolatini, e pure col liquore, stai mejo der c...o
E:Ma i cioccolatini erano buoni??
D: No... ce l'avevano regalati, mia madre aveva detto... diamoli a qualcuno, io li ho visti e ho detto... a mà... questi fanno schifo, ma chi te l'ha dati? Certa gente è meglio che non ti porta niente, guarda
E: E allora non è stata questa gran perdita. Suvvia, 4 cioccolatini al liquore spiaccicati sul divano. Cosa vuoi che siano.
D: No, per me potevano andà pari pari ar cesso, cò tutta la scatola
E: E invece sono andati pari pari sulla schiena di tuo padre. Comunque, mio tenero boccciuolo di rosa canina, proviamo questo divano
D: Aspè... come si chiama?
E: Uhm fammi laggere....IKEA STOCKHOLM...ma che razza di nome è?
D: Sii... questa è la serie fichetta dell'ikea. Porca zozza se costa... sieditici qui, che a casa mia non lo vedi mica
E: Ma vai! E come sei tirchiazzo fammi leggere...vai vai...NOSTRA SIGNORA DI BON CAMINO 1.089,00 EURI! A pensarci bene non mi pare manco tanto bello, questo colore è troppo chiaro si macchia facilmente, il tessuto non mi piace, i cuscini sono brutti ed è pure scomodo.
D: Ecco... e puzza pure. Vava... alzamoce c'è meglio. Cerchiamo quelli che mi posso permettere senza piangere
E: Meglio si. Che se poi magari si macchia questi ce lo appioppano a forza. Senti è di questo cosa ne pensi?
D: Prima di tutto mi sa che è piccolo... se mi ci sbraco m'esce mezza gamba, poi mi sa che sti braccioli a spigoli sò tosti.Sii... senti.. vedi che sò tosti
E: Uhm. Ma con qualche cuscino forse si rimedia...
D: Se vabbè.. allora lo faccio io il divano co le cassette de frutta eh!
E: Ma gia che ci siamo perchè non farlo con il das?
D: Se... de tufi lo famo...
E: Non l'ho mica capita eh...ma annuisco....annuisco...
D: O elena...di tufi.. di blocchetti di tufo!!!
E: Eh! Tufi, tufo...TARTUFO. AHAH! Sono una simpatica umorista!
D: Vabbè... lo sai cos'è il tufo no????
E: Certo. Ci faccio la pasta tutti i giorni.
D: ...allora... sto divano.. dai... che comincia ad arrivà gente
E: Oh boh  non mi convince...
D: Dai, vediamo gli altri. Guarda quello...
E: Quale? Tenero BROCCOLETTO RIPASSATO IN CASSERUOLA CON OLIO AGLIO E PEPERONCINO...indicamelo tu.
D: Si.. e magari con un goccio di vino che so' più bbono
E: Un pignoletto frizzante, leggero e fruttato con un retrogusto di frutti di bosco e un leggero sentore di TANNINO. Vah potrei fare il somelierrr
D: Si ... eh... tieni conto che il pignoletto è un bianco... e trovami un bianco coi frutti di bosco e col sentore di tannino... dimmene uno e t'offro una birra qui allo... come se chiama il ristorante qui?
E: Ah mi offri una birra...massì rovinati...
D: Mmmm.... mi sa che pure stasera mi sbraco per terra coi cuscini, che mi sa che sto divano non si compra
E: Dici ci ripassiamo un'altra volta?
D: Quasi 80 minuti de macchina tra andata e ritorno pe' pija du ciotole da 50 centesimi e 4 piatti quadrati non mi pare una buona idea
E: Non mi toccare i miei piatti! Sono all'ultimo grido. Sai che figurone che ci facciamo. Tzè, tu non capisci, io ti valorizzo!
D: E valorizzame sto divano però eh!
E: Facciamo ambarabaciccicoccò!?
D: Facciamo come te pare... però io voglio portare a casa un dannato divano!!!! Quindi impegnamoci seriamente
E: Allora quello la, quello marrone. Grande, comodo, ti ci puoi stravaccare in tutte le posizioni, è sfoderabile e toh costa pure poco. Semplice no. Eh se non ci fossi io!
D: Se non ci fossi tu sarei a casa col divano da un'ora.

postato da: eatyourheartout alle ore 20:35 | link | commenti (7)
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venerdì, 22 dicembre 2006

Saggezza d'altri tempi

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Ci hanno detto di rispettare gli anziani. Hanno cercato di convincerci che sono saggi e hanno tanto da insegnarci. Se ci fosse una qualche corrispondenza biunivoca tra età e saggezza, allora il nostro sarebbe un paese molto saggio, vista l’età media. Mi sembra assolutamente inutile impegnarmi nel dimostrare il contrario. Però. Però ogni tanto c’è qualcuno che ci mostra come l’esperienza, l’aver visto cose, sia utile e dia ad alcuni una certa relativa saggezza, o gli permetta semplicemente di riferirci perle di saggezza popolare.
Giorni fa mi è arrivata alle orecchie questa frase, di seconda mano, pare sia stata pronunciata da un vecchietto; è un po’ come l'espressione ‘piove sul bagnato’ vista al contrario, come dire che sul deserto non piove mai.
 
a regazzì… Aricordateve sempre ‘ste parole: cambieno li cazzi, ma li culi so’ sempre li stessi
sabato, 16 dicembre 2006

Un post strano

Questo è un post strano, lo dico subito, vi avviso. È uno di quelli che pensavo non avrei mai fatto, di quelli che si leggono e si dice chissenefrega. Però volevo farlo.

In qualche modo ho conosciuto una persona. In qualche modo c’ho parlato per due mesi, e infine l’ho incontrata. In queste situazioni ci si crea sempre prima l’immagine e raramente, anzi quasi mai, questa corrisponde alla realtà. Però ci sono quei rari casi in cui la persona che incontri è esattamente quella che ti aspettavi e alla quale ti sei già affezionato. Sono quei rari casi in cui, al momento dell’atteso incontro, stranamente non si crea nessun tipo d’imbarazzo, che sarebbe pur lecito. E sono quei casi in cui non puoi fare a meno di provare molto di più che semplice simpatia, anche se ci sono degli impedimenti.

Questo è esattamente quello che mi è successo. Forse non l’avevo previsto, oppure si, probabilmente lo speravo e lo temevo allo stesso tempo, e mi sta bene così, esattamente così, perché sono felice. E mi sono ritrovato a fare cose che non faccio mai, come un’ora e mezza di percorso tra andata e ritorno per stare un quarto d’ora con quella persona e non pentirmene, prendere la macchina il sabato sera per andare al centro qui a Roma, con la presunzione di trovare un posto per l’auto senza neanche pagare i parcheggiatori abusivi.
 

Ci tenevo a scrivere tutto questo da qualche parte, ma voi potete pure ignoralo, è scritto solo per una persona.

postato da: eatyourheartout alle ore 00:20 | link | commenti (2)
categorie: su di me
lunedì, 04 dicembre 2006

Libri e lamette

Ogni tanto alzo gli occhi e guardo gli scaffali sopra la scrivania, c'è un po' di tutto ma in particolare libri. E mentre guardo quei libri so che ce ne sono altri qui, dietro di me, sullo sgabello, e altri per terra. Si, per terra. e qualcuno sulla scrivania fisso da un paio d'anni. E poi quelli lì di fianco.

Ecco, questi sono quelli in camera. Li guardo e penso a quelli che ho letto e a quelli che mi stanno aspettando lì, fiduciosi. Sanno che prima o poi ci sarà tempo e voglia anche per loro.

Poi ci sono quelli con i quali ho un rapporto strano. Quelli che ho iniziato ma poi abbandonato perché per il momento erano tropppo impegnativi. In particolare due, anzi uno. Il titolo è: Gödel, Escher, Bach. Vi risparmio il sottotitolo, l'autore e l'argomento, che poi non saprei come descriverlo. Comunque è lì. L'avevo cominciato con serietà, perché ce ne vuole, e mi riprometto di iniziare di nuovo al più presto.

Ho fatto un calcolo, so che non riuscirò mai ad utilizzare tutte le lamette da barba che ho in casa, mi sopravviveranno. Non voglio fare lo stesso calcolo con i libri. No, non voglio proprio.

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categorie: su di me, cose inutili
sabato, 28 ottobre 2006

Rotture

Dovete scaricare qualcuno ma non sapete come farlo o non ne avete voglia? Rasserenatevi, perché oggi ci sono dei nuovi servizi che possono risolvere i vostri problemi!

 

Per soli 25 $ un amabile signore tedesco scarica il vostro amato con una telefonata del tipo ‘restiamo amici’ o con il più convincente ‘stammi lontano’, mentre per 63 $ si recherà di persona ad annunciare la notizia.

 

C’è anche una possibilità più… fredda… Per 24.95 $, andando sul sito DumpMonkey.com, potrete far recapitare per posta allo ‘scaricando’ una scimmia di peluche di 40 cm, un certificato che attesta la data e l’ora della fine del rapporto ed anche una telefonata per confermare che non è uno scherzo. E pensate che negli USA la spedizione è gratuita! Andando a vedere sul sito scoprirete addirittura una lista degli ultimi scaricati e i vari servizi disponibili!

P.s. ovviamente declinano ogni reponsabilità per eventuali danneggiamenti legati alla rottura.

sabato, 21 ottobre 2006

L'Amatriciana

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Ultimamente mi sono fatto prendere la mano dai post di argomento culinario, però questo ha anche uno scopo socio-culturale. In giro c'è infatti troppa ignoranza sull'argomento amatriciana, su alcuni libri scrivono addirittura 'la matriciana', che non vuol dire nulla. C'è chi ci mette aglio, chi cipolla, fate quello che volete, però chiamate la ricetta in un altro modo! Vi spiego quindi molto velocemente la ricetta originale, fornita dalla proloco di Amatrice (da cui il nome), e vi consiglio di provarla, che è buonissima e ci vuole niente a farla.

Prima di tutto serve il guanciale di maiale, in dose uguale ad un quarto del peso della pasta che volete cuocere. Non lo sostituite con la pancetta perché ha un altro sapore, ma se proprio non trovate il guanciale chiudete un occhio e usatela, purché non sia affumicata. Tornando al nostro amato guanciale, lo si mette in padella con un goccio d'olio e con del peperoncino e quando è rosolato si aggiunge un poco di vino bianco, una cucchiaiata. Fatto questo lo si leva dalla padella (non lo buttate, mi raccomando) e si aggiunge il pomodoro, pelato e tagliato a filetti. Circa 4-6 per mezzo chilo di pasta. Attenti a levare l'acqua e i semi, potete usare i pelati, in caso anche la polpa in scatola, ma togliete il succo di pomodoro, perché alla fine non deve venire una vera salsa. Aggiungete quindi sale e cuocete per qualche minuto, per poi far tornare il guanciale in padella e mescolare ancora un po'. Finito. Adesso basta mischiare il tutto con la pasta (spaghetti o bucatini ad esempio) e del pecorino romano e quindi mettere nei piatti. E buon appetito.

postato da: eatyourheartout alle ore 00:46 | link | commenti (19)
categorie: culinaria, servizi culturali